Scuola di Economia e Statistica

Mercoledì, 03 novembre 2021

Negli ultimi anni, i mercati finanziari hanno iniziato a “prezzare” il rischio ambientale, creando strumenti finanziari come i catastrophe bonds (cat bonds), obbligazioni per condividere il rischio che un evento naturale devastante (alluvione, terremoto ecc) si verifichi. 

Un articolo recentemente pubblicato sul Financial Times fa il punto sull’utilizzo di questo strumento nei mercati finanziari internazionali, chiamando in causa come esperto della materia Claudio Morana, Professore ordinario di Economia Politica del Dems, uno dei dipartimenti della Scuola di Economia e Statistica di Milano-Bicocca.

Nel 2019, insieme a Giacomo Sbrana, Morana ha pubblicato uno studio dedicato ai cat bonds e oggi continua ad occuparsi del tema: «Le conclusioni tratte nel nostro studio del  2019 sono ancora valide» sottolinea Morana. «Puntare contro l’ambiente è troppo rischioso per gli investitori istituzionali, quali i fondi pensione, e non redditizio. Gli hedge fund, invece, hanno il profilo di rischio corretto per prodotti finanziari come i cat bonds. Tuttavia la quota di mercato detenuta da questi investitori smart è diminuita nel corso del tempo. Quando Giacomo e io scrivemmo il paper del 2019 temevamo che investitori a basso profilo di rischio, come i fondi pensione, potessero esporsi erroneamente e in modo significativo rispetto a prodotti finanziari a elevatissimo rischio, come già successo durante la crisi finanziaria del 2007-2008 con le cartolarizzazioni dei mutui subprime. In un periodo prolungato di ridotte possibilità di investimento obbligazionario profittevole il rischio di comprare prodotti finanziati “sbagliati” cresce. Da qui il nostro monito».